Verbale incontro sulla PDO locale – Azzate, 28 aprile 2015

 

fiori_05a VERBALE INCONTRO TAVOLO OPERATIVO RETE GAS VARESE DEL 28 aprile 2015 (minuta precedente)

 

Presenti: Doriana e Giancarla (GAS Sesto), Sara (GAS Campo dei Fiori), Stefano e Giancarlo (GAS Officina Varese), Roberto (GAS Loco Origgio), Marco B. E Marco F. (CisGASo), Andrea e Silvia (GASabile), Fabrizio e Michela (Pom da Tera – GAS Malnate), Federica e Alessio (LumaGAS), Franco (GASAuser), Aurelio (VOGAS), Alessandro e Alberto (DES).

 

Viene spiegato inizialmente il senso dell'incontro: ultimamente dalla rete sono emerse diverse sollecitazioni ad organizzare una forma di piccola distribuzione organizzata che possa colmare le attuali mancanze e stringere ancora di più i rapporti di collaborazione tra le diverse realtà della rete. In particolare la distribuzione si potrebbe occupare della fornitura a GAS e botteghe (sia di commercio equo che di prossimità) di questi prodotti: alimentari da produttori locali, acquisti collettivi organizzati dal Tavolo InterGAS, tessile.
Per capire se e come avviare un progetto di PDO gestita dal DES occorre prima di tutto capire la domanda (le esigenze dei consumatori e delle botteghe) e l'offerta (quanto possono effettivamente mettere a disposizione i produttori sia rispetto agli alimenti che al tessile).
Si è deciso di iniziare dalla rilevazione delle esigenze dei GAS, poi verranno sentite le altre realtà. Le persone che stanno svolgendo questa rilevazione sono: Marco Ferrari, Franco Ferrario, Alberto Gariboldi.

 

Confronto e discussione:
  • ci sarebbe interesse per il tessile ma in passato non si è riusciti a fare acquisti con continuità e alcune aziende hanno chiuso.
  • i prodotti tessili non possono essere acquistati con la frequenza di acquisto dei prodotti alimentari.
  • InterGAS da alcuni anni fa acquisti collettivi; non servirebbe una PDO locale per tutti gli ordini perché spesso i fornitori consegnano già in modo adeguato e capillare. Servirebbe principalmente poter far intestare le fatture a un'unica realtà (DES?).
  • Ci sono poi una decina di GAS interessati ad una PDO per i prodotti alimentari locali; questi GAS si sono già incontrati a novembre nella prospettiva di organizzare una nuova piattaforma, (Grappolo 2) utilizzando gli spazi di Oggiona, dove viene fatto lo smistamento dei prodotti di Aequos. Dopo il primo incontro la progettualità si è un po' fermata.
  • Viene illustrato il funzionamento del Progetto Grappolo: in un database arrivano le disponibilità settimanali dei produttori, ognuno sceglie da chi e cosa ordinare; vengono ammessi prodotti biologici anche senza certificazione. Il plus valore del progetto è la collaborazione della Cooperativa La Finestra (i ragazzi diversamente abili preparano le cassette personalizzate). Anche Grappolo ha un problema di fatturazione e quindi sarebbe utile per quest'anno avere una realtà cui i produttori intestino le fatture e che a sua volta fatturi ai singoli GAS. L'anno scorso tramite Grappolo sono stati fatti acquisti per 5.000/6.000 euro.
  • l'ideale sarebbe avere più punti logistici. Il problema che ha fatto allontanare alcuni GAS dal Grappolo è stato la distanza.
  • per GAS Campo dei Fiori la gestione degli acquisti di prodotti freschi ha sempre rappresentato un problema; si può riprovare ma se la consegna avvenisse di sabato mattina sarebbe tutto più semplice.
  • il GAS di Sesto acquista ca. 1.000 euro di prodotti da Aequos alla settimana; la PDO locale potrebbe essere interessante soprattutto per i singoli, per chi non può/vuole entrare in un GAS. Occorre capire quanto producono i produttori locali: possono coprire i bisogni di tutti?
  • per alcuni GAS va bene anche tenere un doppio listino (Aequos e produttori locali); rimane però il problema dei prezzi.
  • dovremmo imparare a stabilire dei patti con i produttori, che prevedano anche l'utilizzo del prezzo trasparente; in questo modo si potrebbe capire se ci sono costi che potrebbero essere ottimizzati o ridotti arrivando alla fine a una diminuzione del prezzo.
  • occorre mettere a punto un sistema di ordini che non determini un aggravio per i gasisti.
  • i GAS nascono per sostenere i produttori locali, quindi non possiamo utilizzare il criterio del costo, occorre scegliere i prodotti locali.
  • è vero ma si era già provato e le difficoltà sono tante.
  • il terreno che serve per 1.000 famiglie non è molto: ca. 16 ettari.
  • la PDO non deve essere centralizzata, devono essere i singoli GAS a fare proposte.
  • si cerca di capire quanti possono essere i GAS interessati: una decina tra quelli che fanno riferimento al centro di smistamento di Oggiona. Altri?
  • se non sappiamo se ci sono e dove sono i produttori stiamo parlando di nulla.
  • per quanto riguarda la gestione degli aspetti fiscali il DES sta valutando se aprire una s.a.s. o una s.r.l.
  • tutti vogliamo sostenere i produttori locali ma chi acquista da Aequos teme di non reggere i doppi ordini; d'accordo sui singoli ordini InterGAS; tutti hanno il problema della fatturazione; c'è poi il problema della distribuzione (costi, ricarichi, etc.). Un'idea potrebbe essere questa: ogni settimana 1 prodotto non lo si prende da Aequos ma da un produttore locale, così il produttore può fatturare al singolo GAS.
  • il GAS di Sesto segnala il proprio interesse per i prodotti tessili.
  • il gente cerca i mercatini locali.

 

In conclusione si chiede ad ogni GAS di comunicare il numero delle famiglie afferenti, il tipo di prodotti cui sono interessati e possibilmente i quantitativi che potrebbero ordinare.

 

La raccolta di informazioni proseguirà a breve attraverso incontri con gli altri portatori di interesse: botteghe e negozi di prossimità, tavolo tessile, produttori locali, gestori di servizi per la logistica che hanno manifestato il proprio interesse.

 

P.S. Dato che involontariamente ma sicuramente avrò omesso o mal riportato qualche intervento il verbale può essere tranquillamente rettificato o integrato.

 

Alberto

 

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